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La canzone di Orlando

 La canzone di Orlando, composta verso la seconda metà dell’XI secolo, è la più famosa oltre che la più antica tra le canzoni di gesta della letteratura francese medievale. Il poema riprende un fatto storico: la spedizione militare effettuata da Carlo Magno Contro gli arabi di Spagna nel 778 che si conclude con la ditta mento della retroguardia dell’esercito franco guidato da Rolando (o Orlando). Nel poema però responsabili del massacro sono i saraceni stessi. Nel brano viene proprio descritto lo sgomento provocato dall’eccidio, a cui segue la volontà di vendetta di Carlo Magno contro gli infedeli. Non c'è nessuno cavaliere o barone, che amaramente non piaga di dolore: piangono i figli, i fratelli , i nipoti, e i loro amici, e i fedeli signori; e i più per terra svenuti s'abbandonano. Il duca Namo si comporta da prode: primo fra tutti dice all'imperatore: "Laggiù guardate, due leghe innanzi a noi: potete scorgere le strade polverose, tanta è la gente saracina raccolta

A cosa serve il linguaggio?

Ne "il maestro" Agostino immagina di cercare la verità in un dialogo serrato con il figlio Adeodato. La sua conclusione è che il linguaggio non serve a trasmettere la conoscenza, ma a chiamare alla mente ciò che già depositato nella nostra anima. Agostino - Secondo te, che cosa vogliamo ottenere parlando? Adeodato - Per quel che ora mi viene in mente, insegnare o imparare. Agostino - Sono d'accordo su uno dei due e mi appare evidente, perché è chiaro che parlando intendiamo insegnare; ma imparare, come? Adeodato - E come credi, se non interrogando ? Agostino - Ma, anche in questo caso, vedo solo che intendiamo insegnare. Perché tu, ti domando, interroghi per un altro motivo, che non sia insegnare a colui che interroghi? Adeodato - Dici il vero. Agostino - Vedi dunque che con il linguaggio non desideriamo altro che insegnare. Adeodato - Non lo colgo chiaramente: se infatti parlare non è altro che proferire parole, mi sembra evidente che lo facciamo anche quando cantiamo.

Alla scuola di Gesù

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Origene ha scritto alcuni commenti ai vangeli, in questo commento descrive il rapporto tra Gesù e gli apostoli come quello tra il maestro e i suoi discepoli. Si avvicinarono a lui i discepoli, vanno intese nel senso di scolari che pongono domande al maestro esaminando chi è il più grande nel regno dei cieli. Da questo punto di vista i discepoli sono da imitare. dove due o tre sono radunati nel suo nome, Gesù è presente ed è pronto a illuminare i cuori di coloro che sinceramente voglio comprendere i quesiti. non è fuori luogo neanche e porre una domanda analoga ai maestri: chi è il più grande nel regno dei cieli?

La casa costruita sulla roccia e la casa costruita sulla sabbia

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Parabola: In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quel

L'Europa e la cultura araba

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L'Islam si revelò più progedito dell'Occidente per molti anni. I dotti mussulmani rielaborano le teorie di Aristotele e Platone, e inoltre in Occidente vengono tradotte in latino molte opere dei filosofi e degli scenziati mussulmani. Scienziati Islamici compiono progressi nell'alchimia, la medicina, la fisica e l'astronomia. rilevante è il loro contributo nella matematica. La fase di maggior splendore della civiltà araba viene sotto la dinatia abbaside, che porta la capitale a Baghdad, dove si sviluppa la lettura araba che ha forti intenti pedagogici.La prima opera scritta in latino è il libro di Kalila e Dimma, che riginariamente era scritto in lingua indiana. A origini indiane risale anche l'opera letteraria le mille e una notte e anche la storia della regina Sherazade, che salva la propria vita raccontando una serie di novelle di autori, epoce e origini diverse.

la scuola nell'Islam

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L' educazione Islamica si richiama anche alla Sunna. I mussulmani hanno il dovere di istituirsi e di istituire. L'istruzione primaria: nella scuola coranica elementare si cura l'educazione dei maschi, inizialmente nelle Moschee finchè non vengono creati locali appositi. Tale istruzione è basata innanzitutto sulla memorizzazione dei versetti del Corano, per cui diventa fondamentale la mnemotecnica. Vengono poi insegnate la lingua araba, la grammatica, il calcolo e infine le tradizioni. Istituzione secondaria: Qui si acquisiscono le abilità manuali e le competenze specifiche in ambito di lettura, predicazione, medicina, geometria, commercio e artigianato. Istituzione superiore: Le discipline principali sono la tecnologia e la scienza coranica. Si studiano anche la filosofia, la metrica, la retorica e la logica, le tradizioni e il calendario liturgico. Negli studi rientrano anche l'architettura e la calligrafia. Inizialmente l'insegnamento nella madrasa era riservato

l'educazione nell'Islam

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Il Corano è un codice religioso, giuridico, morale e sociale ed è quindi un codice generale dell'educazione. I divieti del Corano non sono destinati al bambino immaturo, ma al bambino responsabile o all'adulto responsabile del bambino. L'Islam raccomanda una formazione complessiva dell'essere umano: corpo, ragione, spirito, istinti e sentimenti. Si tratta di un'educazione armoniosa come preparazione alla vera vita nell'aldilà. Il bambino impara subito che riceverà  un premio o una punizione nella vita dopo la morte e la decisione verrà presa in base alla condotta nella vita terrena. L'educazione è quindi contraddistinta da un'impronta religiosa: infatti i due valori fondamentali sono la fede e la conoscenza che si trasmettono attraverso la rivelazione Coranica.